Il naso che scappa

La storia di oggi è un racconto tratto da “Favole al telefono” di Gianni Rodari. E quindi sì, per oggi niente poesie. Speriamo che vi piaccia. Fatecelo sapere qua sotto nei commenti 🙂

IL NASO CHE SCAPPA

Sul lago Maggiore, in un paese chiamato Laveno, accadde un fatto strano: un signore si
svegliò una mattina e guardandosi allo specchio mentre stava per farsi la barba gridò:
“Aiuto! il mio naso!”
Il naso in mezzo alla faccia non c’era più, al suo posto c’era tutto un liscio.
Quel signore, in vestaglia come stava, corse sul balcone giusto in tempo per vedere il suo naso che, sgusciando fra le auto, trotterellava verso il pontile per imbarcarsi sul traghetto per Verbania. “Ferma, ferma!” gridò il signore “Il mio naso! Al ladro, al ladro!”
La gente guardava in su e rideva di lui:”Le hanno rubato il naso e le hanno lasciato la zucca? Brutto affare…” A quel signore non rimase che correre in strada e inseguire il fuggitivo tenendosi un fazzoletto davanti alla faccia come se avesse il raffreddore. Purtroppo fece appena in tempo a vedere il battello che si allontanava dal pontile. Il signore si tuffò coraggiosamente in acqua per cercare di raggiungerlo mentre i passeggeri lo incitavano :”Forza, forza!”
Ma il traghetto prese velocità e un marinaio dal ponte gli gridò:”Aspetti l’altro battello ce n’è uno fra mezz’ora!”
Il signore scoraggiato stava per tornare a riva quando vide il suo naso che galleggiava sopra un mantello, fluttuando come una medusa. “Allora è stata una finta, non hai preso il battello!”
Ma il naso guardava dritto davanti a sé come un vecchio lupo di mare e non rispose. “Ma dove vai?” gli urlò il signore. Ma anche questa volta non ottenne risposta.
Non gli restò che tornarsene a casa sconsolato.si rinchiuse nella sua stanza e ordinò alla sua governante di non fare più entrare nessuno, si vergognava troppo di quella faccia senza naso!
Passò qualche giorno e un pescatore ritirando le reti vi trovò impigliato il naso che era affondato per i troppi buchi del suo mantello: il pescatore lo mise in vendita al mercato. La domestica lo vide mentre faceva la spesa e inorridita nel vedere il naso del suo padrone fra tonni e lucci disse al pescatore:”Datemi subito quel naso, lo riporto al mio padrone!” Ma il pescatore le rispose :”Se è del tuo padrone non lo so, ma io non te lo regalo, l’ho pescato e lo vendo a peso d’oro, è un naso mica un pesce persico!”
La domestica corse a informare il padrone che le disse:”Dai al pescatore tutto quello che vuole.”
Ma occorreva una grossa somma, tremendamila euro, tredici tredicioni e mezzo.
Per mettere insieme quella somma dovette anche vendere un paio di orecchini d’oro a cui teneva molto, ma siccome era affezionata al suo padrone li sacrificò con un sospiro. Prese il naso, lo avvolse in un fazzoletto e lo portò a casa dove il signore lo accolse felice, ma gli chiese:”Perché sei scappato? Cosa ti avevo fatto?”
Il naso lo guardò per traverso e gli rispose arricciandosi:”Senti, non metterti più le dita nel naso o almeno tagliati le unghie!”

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